Torneo di Green Volley: ‘Na botta e via!
Amico lettore, per farti comprendere cosa abbiamo provato noi che abbiamo partecipato al primo torneo di green volley organizzato a San Giovanni Ilarione, è necessario fare una premessa in cui si evocheranno alcuni ricordi della tua infanzia.
Ti ricordi le interminabili partite di calcio, che si svolgevano durante le vacanze estive nel campetto improvvisato sotto casa, quando non c’erano tutte queste automobili che giravano? Ti ricordi che praticamente si giocava da mattina a sera senza sentire nè fame nè sete? L’intervallo tra il primo/secondo tempo era decretato dall’invasione di campo delle mamme che venivano a recuperare i propri figli per il pranzo. Oppure, ti ricordi le estenuanti sessioni di “ciupascondi” del dopo cena, in cui l’unico motivo per cui venivi convinto ad uscire dal tuo nascondiglio protetto dalla sopraggiunta oscurità era la minaccia, tutt’altro che remota, di andare a dormire con il sedere bello caldo?
Ti ricordi? Si litigava perchè un po’ tutti volevamo vincere, non è vero? Però poi si faceva la pace, non prima di esserci spennacchiati vicendevolmente il più delle volte.
Ecco: se ti ricordi allora puoi capire quanto ci siamo sentiti leggeri e infantilmente felici noi che abbiamo partecipato al torneo di green volley che si è svolto domenica 5 luglio presso gli impianti sportivi di via Torino.
Alla sera eravamo distrutti, ma soddisfatti, dopo che per un giorno intero ci siamo dati battaglia sull’erba dei sei campi, appena un po’ più piccoli di un campo da volley regolamentare, allestiti all’interno del campo sportivo.
Tutte le quindici squadre che hanno risposto all’appello hanno venduto cara la pelle, dando filo da torcere anche alle compagini tra le cui fila militavano giocatori di volley esperti, cercando poi ristoro davanti ad una bibita fresca ascoltando la musica di dj Coffee (l’artista altrimenti noto come Marco Confente) che ci ha fatto da sottofondo per l’intera giornata.
E l’orgoglio, per aver scalato il gradino più alto del podio, delle squadre che si sono fatte chiamare Do par davandi e do par de drio per il girone vincenti e Par quanto el musso el cora non sarà mai un cavalo per il girone perdenti, non ce lo mettiamo? Ma sicuramente i più orgogliosi di tutti saranno stati i due ragazzi della squadra The Eagles, che la mattina stessa hanno ricevuto un bidone epocale da alcuni compagni, ma sono riusciti lo stesso a portare a termine il torneo e a portarsi a casa il trofeo del girone scopa, il corrispettivo del cucchiaio di legno nel rugby e la maglia nera nel ciclismo. Ah! Lasciami aprire una piccola parentesi: se hai sorriso per i nomi strampalati che ti ho citato prima, avresti dovuto esserci quel famoso 5 luglio. Ti saresti fatto delle belle risate nel sentire lo speaker che annunciava i fantasiosi nomi di squadre come Semo pena tornà dalla sagra in bolca e ghemo ancora da nare in leto – Team.
Amico lettore, se quanto hai letto finora ti ha fatto tornare per un attimo bambino, puoi capire quanto siamo grati a tutti quelli che si sono prodigati per l’organizzazione di quella sana domenica di sport: Roberta Sgaggio, Andrea Soprana e Dario Marchi in primis. Ma anche quelli che si sono dati da fare dietro le quinte: Luca Soprana (dj ad interim), Luca Stanghellini (speaker in prova), la Polisportiva 2001 e i cuochi che hanno provveduto a non farci mancare il provvidenziale piatto di pasta, Sebastiano Filipozzi e Christian Confente dietro al bancone delle bibite. Un grazie particolare va alla US calcio San Giovanni Ilarione che ci ha concesso l’uso degli impianti.
Dispiacerà a noi tutti, organizzatori e partecipanti, se l’anno prossimo non sarà possibile ripetere questa opportunità di festa e aggregazione: non si potrà più disporre del campo dato in gestione alla US calcio San Giovanni Ilarione perché è in programma la sostituzione del manto erboso con un prato sintetico.
Speriamo, questo è l’accorato appello di centinaia di persone che si sono divertite spensieratamente come quando si è bambini, che l’amministrazione comunale ci dia man forte, l’anno prossimo, nel reperire lo spazio più consono per ripetere l’esperienza.
Emanuel R.